banche-armate.JPGC’è un settore economico che in Italia non conosce recessione, ma solo un’inesorabile espansione. Parlo del grande stato di salute che vivono Banche ed Istituti di Credito.  Contrariamente a quello che accade nell’industria, i grandi gruppi stranieri fanno a botte pur di partecipare (al grande banchetto che vede i risparmi degli Italiani quale pietanza principale). I motivi sono semplici e noti a tutti: spaziano dalla possibilità di far approvare leggi che tutelano i soli interessi dei banchieri allo squilibrio che sussiste tra tassi creditori e tassi debitori. Quest’ultimo dato mette in evidenza che quando siamo noi a dare i soldi alle Banche, queste ci riconoscono un tasso di interesse ridicolo ed a volte addirittura nullo; ma quando sono loro a prestare i soldi a noi (scoperto di conto corrente) i tassi in questione volano, garantendogli succose rendite. L’ Osservatorio Finanziario ha calcolato che nel 2007 i tassi creditori medi riconosciuti dalle Banche si sono attestati all’ 1,08 %, mentre i tassi debitori hanno raggiunto il 12,13 %. Sul sito www.contiaconfronto.com potete trovare il check sui tassi aggiornato alla data odierna ma anche la classifica delle Banche che fanno pagare di più il denaro o quella di chi riconosce rendite più elevate  (la fonte è sempre quella dell’ Osservatorio Finanziario). Se andate a verificare, noterete che i due più importanti e diffusi gruppi italiani (Unicredit et Intesa-Sanpaolo) brillano in entrambe le classifiche perchè particolarmente sconvenienti ai risparmiatori.A ciò potete aggiungere che i costi di gestione dei conti correnti sono arrivati a dei picchi  incredibili: ci sommergono di posta che paghiamo carissima; qualsiasi operazione viene remunerata dai correntisti a prezzi esorbitanti ed ingiustificati. Una volta per capire se un conto era redditizio si confrontavano gli interessi riconosciuti sui depositi, oggi si guarda piuttosto a quanto costa un conto corrente in termini di spese; il rendiconto da trimestrale è diventato mensile perchè una lettera la si può pagare 3 euro e mezzo. Se ci aggiungete la Bersani (cioè quella legge che ha reso illegale pagare un servizio od un professionista in contanti se il costo è superiore ai 999 euro), che di fatto si è tradotta nell’obbligo per tutti i cittadini di aprire un conto in Banca e di far sì che tutti i nostri soldi passino per le mani dei banchieri, il quadro della situazione comincia a delinearsi.  

ITALIA - La repubblica delle Banane