magistrati2.jpg

Sette anni fa nel mese di marzo, ero nel mio ufficio e tra la posta, indirizzata a me personalmente (non a me in qualità di amministratore della società) c’era un’intimazione di pagamento di una primaria banca italiana, relativa ad una garanzia da me prestata a favore di tale A. R.
In sostanza ero l’avallante delle cambiali sottoscritte dal sig. A. R. e nel caso in cui chi stipuli delle cambiali non paghi una o più rate, il creditore si rifà su chi ha avallato, cioè sottoscritto il singolo titolo in qualità di garante, per questo la banca mi intimava di pagare.
Le cifre erano di circa 35.000.000 delle vecchie lire per cad. titolo e alla fine i titoli non pagati divennero sette (7).
Il fatto curioso era che A. R. all’epoca era il commercialista di famiglia.
Non riuscii ad evitare di finire nel “registro dei protesti” con tutte le conseguenze del caso.
Denunciai A. R. per “apposizione di firma apocrifa su titolo cambiario” e con lui anche il direttore della filiale della banca che, compiacente, gli affidò il credito.
La truffa fu presto smascherata dalla polizia.
In pratica, A.R. per acquistare due appartamenti (tralascio per decenza vari dettagli) aveva stipulato delle cambiali firmando col mio nome per l’avallo e senza neanche sforzarsi di imitare la mia firma!
Rimasi iscritto nel registro dei protesti per i quattro anni successivi . Accanto al mio nome, per indicare che ero stato erroneamente iscritto in quanto truffato e che era già cominciata (da più di tre anni!!!!) la procedura di cancellazione, c’era un incomprensibile sigla di lettere e numeri, tanto valeva la necessità di palesare la mia innocenza.
Ebbene da allora il nulla.
Notifiche a vuoto del giudice, cambi di residenza,di domicilio, di avvocato, insomma il solito perfetto sistema di elusione dell’esecuzione della giustizia. Perchè la legge è fatta per essere elusa senza suscitare troppo scalpore, solo il solito lamentoso brusio del nostro malcontento.
Il nulla fino a poche settimane fa, quando il mio avvocato mi ha informato che il 9 giugno 2008 avremmo avuto la prima udienza! SEI ANNI. Sei anni per arrivare all’inizio di un processo per una truffetta compiuta da dilettanti resi tali dalla propria superbia.
Indovinate?
Oltre al fatto che è “andato smarrito l’incartamento relativo alla completa indagine eseguita da polizia e guardia di finanza”, cosa che personalmente mi ha lasciato un tantino perplesso, il reato è caduto in prescrizione!
Nulla è mai accaduto per la memoria della giustizia.
Ma non basta.
A causa di un errore di notifica all’avvocato dell’accusato (ma guarda), il giudice dovrà riconvocare le parti, indire una seconda udienza (e io pago) per informarci correttamente che il reato è prescritto e perciò non è più perseguibile. Tutti a casa!
Giustizia è fatta (maiusolo perchè c’è il punto)!

ITALIA - La repubblica delle banane

rukai-mask.gif