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Potremmo chiamarlo “quer pasticciaccio brutto de via Tuscolana 171-173“. Mi riferisco alla situazione in cui versa la costruzione di nuove metropolitane a Roma.
Sembra che il nuovo sindaco si sia lasciato scappare che la metro C probabilmente verrà inaugurata dopo la D. Calcolando che quest’ultima, secondo le previsioni che sempre si rivelano sbagliate per difetto, dovrebbe essere inaugurata nel 2019 ….
Per non farci mancare nulla uno sparuto gruppo di verdi ha tentato di bloccare il taglio di 3 (tre) pini a Piazza Venezia indispensabile per la costruzione della nuova stazione (per di più di scambio). A parte che questa città può contare su migliaia di pini, e che ci viene continuamente ripetuto che è la più verde d’Europa (?!?), si sono fatti i calcoli di quante emissioni di polveri sottili ci possono far risparmiare le nuove metropolitane? Forse questi signori applicano il principio “Protesto dunque esisto”.
Ancor più tragicomica la situazione della metro B1. Già dal nome si capisce subito che stiamo parlando della sfigata di famiglia. Hanno perso anni per cercare i soldi e per lo sviluppo di gare, bandi, progetti, permessi, assegnazioni etc. per dare il via  a quattro nuove stazioni! Hanno previsto 6 anni di lavori (consegna febbraio 2011) e poi si sono accorti che con i soldi che gli costava la fermata “Nomentana” a Barcellona ci fanno due linee nuove! Allora hanno deciso di toglierla e prolungare la linea per poterla far incrociare con la metro D; e tutti abbiamo pensato che finalmente avevano avuto una buona idea. Solo che si sono scordati di fare la necessaria gara pubblica di assegnazione dell’appalto (l’hanno dato direttamente a chi stava realizzando il resto della linea-lineetta). Proteste, ricorsi e a febbraio la comunità (di recupero) europea blocca tutto. Prima dell’estate minaccia il comune di sanzioni avendo accertato l’irregolarità.
Cosa fanno i vecchi amministratori che hanno fatto il pasticcio: se ne lavano le mani fischiettando.
E i nuovi amministratori che devono risolverlo? Tacciono perchè aspettano un pizzino dall’opposizione per sapere cosa pensare.
E RomaMetropolitane? Nel suo sito non parla di tutto ciò. Cosa ancor più inquietante toglie la data di fine lavori, lasciando però quella relativa alla metro D (2019) perché preferiscono mentire sul lungo periodo. Inoltre non aggiornano più il notiziario cantieri che era quindicinale e doveva servire a tenere informati sullo stato di avanzamento lavori.
VeltrOni é andato in giro a petto gonfio per anni pavoneggiandosi per “La cura del ferro“. Se noi abbiamo bisogno di questa cura del ferro qui, loro dovrebbero provare la mia “Cura del legno“.