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Nella storia della filosofia sono molti i pensatori che si sono occupati del vuoto. Tra questi: Democrito, il vuoto è lo spazio nel quale gli atomi esercitano il movimento; Aristotele, che ne sosteneva l’impossibilità; Cartesio, anche lui lo riteneva impossibile; quest’ultimo contraddetto dal fisico Torricelli, che nello stesso anno (1643) inventò il barometro; e poi Pascal, Boyle, Bernoulli e tanti altri.
Oggi del vuoto si occupano la fisica e la RAI tv. La fisica sostiene che il vuoto perfetto non è mai stato ottenuto in laboratorio né osservato in natura, ma che sono osservabili diversi gradi di vuoto a seconda della tecnica usata; la RAI anche, ma li ottiene senza ausilio di fisici o laboratori. In pratica c’è perfetta identità di vedute. Ecco il parallelo tra le tecniche della scienza e quelle dei programmi teletrasmessi:
1- Pompe primarie (tipo aspirapolvere) = reality: music farm; il ristorante; x-factor ed ovviamente l’isola dei famosi (che svolge anche la funzione di primarie del centrosinistra).
2- Criopompaggio (conversione allo stato solido delle molecole gassose) = soap opera: incantesimo 9 (e dico 9! praticamente un sortilegio, una fattura); la squadra 8; un posto al sole (storia di un turista che non trova mai posto in spiaggia); agrodolce; terra nostra.
3- Pompa ionica (converte il gas allo stato solido combinandolo elettricamente con altri materiali) = pseudo informazione: uno mattina (Michele Cucuzza, non aggiungo altro); verdetto finale (Forum in versione RAI); festa italiana (???); la vita in diretta (tutti possiamo cadere in disgrazia, guardate come è ridotto Sposini); chi l’ha visto? (ma chi te guarda?); mi manda RAI 3; ricomincio da qui (titolo che la D’Eusanio ha voluto polemico per sottolineare che per un anno abbiamo dovuto fare a meno di lei).
4- Pompa turbomolecolare  (una pompa specializzata) = intrattenimento: affari tuoi (i concorrenti, scelti tra amici e amanti, si arricchiscono con i soldi dei contribuenti scambiandosi dei pacchi!); i raccomandati (in RAI? mi sembra impossibile….); carramba che fortuna (carràmba che tristezza); ballando sotto le stelle (un programma che pagò fior di milioni per qualche comparsata di Maradona. Per farlo palleggiare? No, per farlo ballare! Un po’ come chiamare la Montalcini per fargli fare la gara delle schiacciate). 
Come vedete da questa carrellata la RAI dimostra che il vuoto esiste, nella testa di chi fa i palinsesti. Non é il vuoto perfetto, ma quello si propongono di raggiungerlo a breve nelle vostre teste se continuerete a guardare questi e altri programmi. Di tutto e di più. Di meglio, come dimostra la lite sulla commissione di vigilanza, non é proprio previsto.