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Il Cardinal Angelo Bagnasco, presidente della CEI, ha chiesto che sia approvata “senza tentennamenti” la legge sul testamento biologico, altrimenti noto come dichiarazione anticipata di trattamento (d’ora in poi DAT). La fretta è dovuta al fatto che il disegno di legge Calabrò è all’organismo che presiede graditissimo, e che si sono accorti che più passa il tempo e più la pressione dell’opinione pubblica lo modifica in direzioni che ritengono sconvenienti.
I DAT non saranno probabilmente raccolti dai notai ed iscritti nel registri notarili come prospettato in un primo momento. Visto che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, a me viene da credere che l’ordine dei notai gli abbia chiesto se si erano rimbambiti: “Raccogliere milioni di dichiarazioni, valide per tre anni e tutto GRATIS ?“.
Sa bene Bagnasco che la legge così come è concepita pone degli ostacoli quasi insormontabili a chi si venisse a trovare nella disperata posizione di dover porre termine alle sofferenze di un parente incurabile: non è consentita “la non attivazione o disattivazione di trattamenti ordinari e proporzionati alla salvaguardia della vita“. Si dimenticano volutamente di chiarire quali sono i trattamenti ordinari e quali no.
Alimentazione ed idratazione, anche quando attivate da una macchina, non devono essere considerate un trattamento medico e si devono somministrare per forza. Chissà se un polmone d’acciaio o un coma farmaceutico siano ritenuti un trattamento sanitario. E se sì sono ordinari e quindi non possono essere oggetto di DAT?
A ciò si aggiunga che se sorge un contrasto tra medico e paziente-curatore, bisogna riunire una commissione di 5 medici con specializzazioni diverse; al termine del consulto il medico curante è libero di non tener conto del parere della commissione e “non è tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni“. Si aggiunga che il medico può disattendere i DAT “in caso non siano corrispondenti agli sviluppi tecnico-scientifici“.
Per chiarire ogni dubbio i DAT “non sono obbligatori né vincolanti”.
Parole come rispetto della dignità della persona non sono citate in nessuna parte del testo. Neanche papi, cardinali, vescovi e monsignori le usano mai.
Riassumendo: tra trattamenti ordinari e straordinari, alimentazioni forzate, medici che possono mettere veti in base alla propria coscienza, aggiornamenti tecnico-scientifici, ricorsi in tribunale previsti esclusivamente in caso di contrasto tra più curatori, e dichiarazioni non vincolanti, i DAT sono pressochè inutili così come richiesto dal Vaticano.
Perfino il filo-berlusconiano Filippo Facci ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio per chiarire che: “nessuno Stato etico e nessuna religione potrà disporre della mia vita se io non lo voglio, piuttosto la galera” . Per una volta approvo e sottoscrivo.
Da tutto ciò si capisce perché Bagnasco ha tanta fretta: la rabbia della gente comincia a montare e se non si sbrigano ad approvare questa legge finisce che gli sfugge di mano. Potremmo addirittura finire per diventare padroni delle nostre vite.
Comunque finirà una cosa è certa: con i soldi delle mie tasse continueranno a pagare prima lo stipendio e poi la pensione da Parlamentare a persone come Eugenia Roccella su cui, oltre a non averne nessuna stima (come della maggior parte dei suoi colleghi),  mi viene il tragico dubbio che stia lavorando per trasformare questo paese nel primo Stato Fondamentalista Cattolico.
Comunque finirà accertatatevi che il vostro 8 per mille vada allo Stato e non alle confessioni religiose.

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